Dal 30 ottobre chi usa Facebook o Instagram per lavoro autorizza Meta a leggere il proprio sito e ad usarlo per l’AI: cosa fare

Dal 30 ottobre 2026 chi usa Facebook, Instagram o WhatsApp per lavoro autorizza Meta a scansionare il proprio sito, anche con «credenziali di prova», e a usarne i contenuti per addestrare l’AI. Senza possibilità di rifiuto. Abbiamo letto i termini, la pagina dei cinque crawler e 120 giorni di visite dei bot di Meta su un sito vero: cosa cambia e cosa fare prima della data.

Illustrazione di un robot con logo Meta che raccoglie pagine web di auto verso un sistema AI, calendario 30 ottobre
Dal 30 ottobre 2026 chi usa Facebook, Instagram o WhatsApp per lavoro autorizza Meta a scansionare il proprio sito e usarne i contenuti per addestrare l'AI. © ThinkAI

In breve

  • Dal 30 ottobre 2026 chi usa Facebook, Instagram o WhatsApp per lavoro, con una Pagina, le inserzioni o Business Suite, autorizza Meta a scansionare e copiare i siti «associati» ai propri prodotti, anche creando «credenziali di prova», e a usare i contenuti per «addestrare» i suoi prodotti. Non si può rifiutare: chi non accetta deve smettere di usare quegli strumenti.
  • Meta ha cinque crawler. Due possono ignorare il robots.txt. Sul quotidiano online di motori che gestiamo, in 120 giorni, i bot di Meta hanno fatto 233.890 visite, quasi 2.000 al giorno: il crawler della ricerca di Meta AI è il quinto bot in assoluto, davanti a ciascuno di quelli di OpenAI. Da Meta AI non è arrivata nessuna visita umana.
  • Prima del 30 ottobre un brand può decidere cosa lasciare leggere: bloccare i crawler di Meta uno per uno nel robots.txt, sapendo che per due di loro non basta, e chiudere gli account aziendali che non servono più.

Meta sta aggiornando le condizioni commerciali di Facebook, Instagram e WhatsApp. Quasi nessuno se n’è accorto: l’avviso compare solo nella Business Suite e la clausola che conta è in mezzo a un testo di molte pagine. L’ha fatta emergere il 15 ottobre un’inchiesta di Nieman Lab, il laboratorio di Harvard sul giornalismo. La clausola riguarda ogni azienda con una Pagina o un account pubblicitario, non solo gli editori. Abbiamo confrontato le condizioni nuove con quelle attuali e abbiamo contato le visite dei crawler di Meta su un sito vero, per quattro mesi.

Cosa cambia il 30 ottobre

Le condizioni commerciali di Meta valgono per chi usa i suoi prodotti «per scopi aziendali o commerciali»: inserzioni e messaggi di marketing, vendita di prodotti, cataloghi, gestione di una Pagina o di un gruppo aziendale, Gestione inserzioni, Business Suite, servizi di misurazione. In pratica, qualsiasi azienda con una presenza su Facebook o Instagram. Dal 30 ottobre 2026 il testo contiene un paragrafo nuovo. Lo riportiamo dalla versione italiana ufficiale, perché il senso sta nelle singole parole:

«L’utente ci autorizza (o autorizza qualsiasi entità a operare per nostro conto) a usare software automatizzati (come scraper web, bot, robot, spider, crawler e agenti utente) e a creare credenziali di prova per accedere a, indicizzare, memorizzare nella cache, analizzare, raccogliere, recuperare o eseguire il crawling di domini, pagine web o URL (e di qualsiasi contenuto ivi reso disponibile) associati ai suoi prodotti o servizi […] Meta può usare qualsiasi contenuto proveniente da tali domini, pagine web o URL per fornire, sviluppare, migliorare, analizzare, addestrare e mantenere l’integrità dei Prodotti delle aziende di Meta».

Nelle condizioni in vigore fino al 29 ottobre questo paragrafo non c’è. Nella versione che entra in vigore il 30 sì, subito dopo la sezione sulle licenze. E non esiste una casella per dire di no: l’avviso di Meta dice che chi non accetta deve interrompere ogni uso dei prodotti per scopi aziendali. Tenere la Pagina significa accettare.

Le due parole che pesano: «addestrare» e «credenziali di prova»

La prima parola è «addestrare». Il sito di un’azienda, con le schede prodotto, i prezzi, le guide e gli articoli, può servire ad addestrare i prodotti di Meta. E Meta AI, come ricorda Nieman Lab, è uno di quei prodotti secondo le stesse condizioni d’uso di Meta. Finora la licenza riguardava quello che si pubblica dentro Facebook o Instagram; da fine ottobre si estende a quello che sta sul sito dell’azienda, fuori dalle piattaforme.

La seconda è «credenziali di prova». Meta si riserva di crearsi un accesso per leggere anche le parti di un sito riservate agli iscritti: un’area clienti, un listino dietro registrazione, un abbonamento. Nieman Lab ha chiesto a Meta se questo permette di aggirare i muri a pagamento e non ha ricevuto risposta. Un portavoce ha detto che il testo consolida clausole già sparse in altre condizioni, che il modo di scansionare i siti non cambia e che «i proprietari dei contenuti possono ancora gestire l’accesso con il robots.txt».

I tre giuristi interpellati dalla stessa inchiesta, Matt Topic dello studio Loevy & Loevy, James Grimmelmann della Cornell e Benjamin Sobel dell’Università del Wisconsin, leggono il testo in modo diverso: così com’è scritto, il permesso contrattuale potrebbe essere invocato sopra le istruzioni del robots.txt, e un giudice potrebbe considerarlo valido. Sobel lo paragona a quello che Google fa con la ricerca: chi vuole comparire nei risultati tradizionali accetta di comparire anche nelle risposte dell’AI. Con una differenza: Google legge un sito per mostrarlo; Meta chiede di leggere il sito come condizione per usare un altro servizio, la Pagina o le inserzioni.

I cinque crawler di Meta, e i due che ignorano il robots.txt

Meta pubblica una pagina per i gestori di siti con i suoi crawler, aggiornata a maggio 2026. Sono cinque crawler con cinque scopi diversi, e si bloccano uno per uno nel robots.txt, con un ritardo fino a 24 ore:

  • FacebookExternalHit legge titolo, descrizione e immagine di un link condiviso su Facebook, Instagram o Messenger. Può ignorare il robots.txt «quando esegue controlli di sicurezza o integrità».
  • Meta-WebIndexer scansiona il web per la ricerca di Meta AI: permetterlo, scrive Meta, «ci aiuta a citare i tuoi contenuti e rimandare ad essi nelle risposte di Meta AI».
  • Meta-ExternalAds raccoglie contenuti per la pubblicità e i prodotti per le aziende.
  • Meta-ExternalAgent serve all’«addestramento di modelli di IA di base» e all’indicizzazione diretta dei contenuti.
  • Meta-ExternalFetcher apre un singolo link quando lo chiede un utente dell’AI, per esempio per completare un’attività su un sito. Anche questo «può bypassare le regole di robots.txt».

Meta dichiara di rispettare il robots.txt e di non riconoscere formati alternativi come i tag «NoAI». Va tenuto a mente che sono due documenti diversi: la pagina dei crawler dice come Meta si comporta oggi, le condizioni commerciali dicono che cosa Meta ha il diritto di fare. Dal 30 ottobre il diritto è più ampio del comportamento dichiarato.

Quanto legge già oggi: 120 giorni di dati

Su quotidianomotori.com, il quotidiano online di motori che gestiamo, registriamo ogni visita dei bot delle aziende di AI. Tra il 18 giugno e il 16 ottobre 2026, 120 giorni, i bot di ricerca e di AI hanno fatto 3.982.906 visite. Quelli di Meta sono stati 233.890, il 5,9%: sesto fornitore dopo Microsoft, Google, Apple, Amazon e OpenAI, davanti ad Anthropic.

Quasi tutto è Meta-WebIndexer, il crawler della ricerca di Meta AI: 231.945 visite, poco meno di 2.000 al giorno, quinto bot in assoluto dietro Bingbot, Googlebot, Applebot e il bot di Amazon. Meta-ExternalAgent, quello dell’addestramento, ne ha fatte 1.734; Meta-ExternalFetcher 211. Per confronto, OAI-SearchBot di OpenAI si è fermato a 117.907 e GPTBot a 2.087.

Poi c’è l’altro lato: quante persone arrivano al sito da Meta AI. Nei 120 giorni le visite di persone arrivate dagli assistenti AI sono state 1.337, di cui 984 da ChatGPT. Da Meta AI, zero. Meta legge il sito quasi 2.000 volte al giorno e non rimanda nessuno. Nel frattempo Facebook è la fonte più usata dalle AI Overview di Google sulle domande di motori in italiano, presente nel 42% delle risposte. In altre parole: quello che le aziende pubblicano dentro Facebook viene citato dall’AI di Google, mentre l’AI di Meta legge i siti delle aziende senza rimandare nessuno.

Cosa può fare un brand prima del 30 ottobre

La prima cosa è decidere cosa far leggere. I cinque crawler hanno nomi diversi proprio per questo: si può bloccare Meta-ExternalAgent, quello dell’addestramento, e lasciare Meta-WebIndexer, se si vuole comparire nelle risposte di Meta AI quando cominceranno a portare visite. Oppure il contrario. L’importante è che sia una scelta, e non un’omissione.

La seconda è sapere dove il robots.txt non arriva. Su FacebookExternalHit e Meta-ExternalFetcher Meta dichiara di poterlo ignorare, e dal 30 ottobre il contratto le dà un permesso che un file di testo non revoca. Le aree riservate e i contenuti a pagamento vanno protetti con un accesso vero, non con un’istruzione ai bot: più di metà del traffico web è già non umano, e i bot che si presentano con il proprio nome sono solo una parte.

La terza è contare gli account aziendali. La clausola si applica ai siti «associati» ai prodotti o servizi di chi usa Business Suite, le inserzioni o una Pagina. Un’azienda con una Pagina abbandonata da anni, aperta per un evento o per una campagna finita, ha oggi un motivo in più per chiuderla. Chi invece vende attraverso Instagram sa che da fine ottobre il prezzo di quella presenza comprende anche il proprio sito.

Quello che non si può fare è aspettare che la cosa si chiarisca da sola. Meta ha rifiutato di rispondere alle domande sulla portata della clausola, e i giuristi concordano su un punto: finché un tribunale non dice il contrario, un’azienda deve considerarla valida. La data è il 30 ottobre.

Domande frequenti

I nuovi termini commerciali di Meta valgono anche in Italia?

Sì. Le condizioni commerciali di Meta sono le stesse in tutti i Paesi in cui si usano i prodotti per scopi aziendali, e la versione italiana ufficiale contiene la clausola sugli scraper e sulle credenziali di prova. Cambiano solo le regole sulle controversie, che per le aziende con sede negli Stati Uniti prevedono l’arbitrato.

Posso bloccare i crawler di Meta nel robots.txt e tenere la Pagina?

Sì, i due documenti sono separati: la Pagina resta attiva e il robots.txt può escludere i crawler di Meta uno per uno, con nomi come Meta-ExternalAgent o Meta-WebIndexer. Meta dichiara di rispettarlo, con due eccezioni: FacebookExternalHit per i controlli di sicurezza e Meta-ExternalFetcher per le richieste degli utenti. Dal 30 ottobre, però, le condizioni commerciali contengono un permesso contrattuale che, secondo i giuristi sentiti da Nieman Lab, potrebbe prevalere sul robots.txt.

Meta AI porta visite ai siti?

Sui dati che abbiamo, no. In 120 giorni il crawler della ricerca di Meta AI ha visitato il sito di motori che gestiamo 231.945 volte, quasi 2.000 al giorno, e le visite di persone arrivate da Meta AI sono state zero, contro 984 da ChatGPT. Per ora Meta legge senza rimandare.

 

Caterina Di Iorgi
Scritto da

Giornalista pubblicista, laureata in Filosofia alla Sapienza di Roma, è stata fashion editor per Blogosfere e poi per i magazine di Blogo. Ha fondato GlobeStyles ed è responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori. Con Gianluca Pezzi ha fondato ThinkAI, boutique di AI Brand Governance.

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