Come la catena americana Target ha fatto crescere di venti volte le visite arrivate dalle AI, e cosa può imparare un’azienda italiana
Nel primo trimestre 2026 il traffico dalle AI verso Target è cresciuto del 2.000%, contro il 393% dei siti di vendita statunitensi. Target vende dentro Google, Copilot e ChatGPT, e chi arriva da una AI compra il 42% in più.

In breve
- Nel primo trimestre 2026 il traffico dalle AI verso Target è cresciuto del 2.000% in un anno. Nello stesso periodo i siti di vendita statunitensi hanno fatto +393%, secondo Adobe.
- Target vende dentro tre piattaforme AI: Google, con AI Mode e Gemini, Microsoft Copilot e ChatGPT.
- Chi arriva da una AI compra il 42% in più degli altri visitatori. Le pagine prodotto dei siti di vendita, però, sono leggibili dalle AI in media per il 66%.
Nel primo trimestre del 2026 il traffico arrivato a Target dalle piattaforme AI è cresciuto del 2.000% rispetto a un anno prima. Il dato lo pubblica la stessa Target, catena statunitense della grande distribuzione con 26,5 miliardi di dollari di vendite nell’ultimo trimestre.
Nello stesso periodo il traffico dalle AI verso i siti di vendita statunitensi è cresciuto del 393%, secondo Adobe. Target è cresciuta circa cinque volte più del settore. Il distacco ha una spiegazione: Target ha reso i suoi prodotti acquistabili dentro le conversazioni con le AI, mentre i siti di vendita, in media, sono leggibili dalle AI solo in parte.
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I numeri: Target contro il settore
Il confronto poggia su due fonti. La crescita di Target è scritta in una scheda ufficiale dell’azienda, aggiornata il 18 giugno 2026. Quella del settore viene da Adobe, che il 16 aprile 2026 ha pubblicato un’analisi su oltre mille miliardi di visite a siti di vendita statunitensi. Tra gennaio e marzo 2026 il traffico dalle AI verso quei siti è salito del 393% in un anno, dopo il +693% del periodo delle feste, tra novembre e dicembre 2025.
La tendenza è proseguita. Nei risultati del secondo trimestre, pubblicati il 19 agosto, Target scrive che il traffico digitale dalle piattaforme AI esterne, come OpenAI e Google, cresce più di 3,5 volte il settore rispetto a un anno prima. Nello stesso trimestre le vendite digitali comparabili sono salite dell’8,7%.
Questi numeri hanno un limite. Target pubblica le percentuali e non i valori assoluti: un +2.000% può partire da una base piccola. L’azienda non dice nemmeno quanta parte delle vendite digitali arrivi dalle AI.
Tre piattaforme, tre modi di comprare
Target dichiara di essere il primo grande rivenditore con esperienze d’acquisto su tre piattaforme AI. Ognuna funziona in modo diverso.
- Su Google, nella ricerca con AI Mode e nell’app Gemini, si sfogliano i prodotti e si compra da Target senza lasciare la conversazione. Si paga con Google Pay e la spedizione è solo negli Stati Uniti.
- Su Microsoft Copilot si collega l’account Target e si conclude l’ordine nella chat, con i vantaggi del programma fedeltà Target Circle.
- Su ChatGPT l’app Target permette di mettere più articoli nello stesso ordine, compresi gli alimentari freschi, e di scegliere tra ritiro e spedizione.
L’acquisto su Google passa dall’Universal Commerce Protocol, uno standard aperto per gli acquisti fatti dagli agenti AI che Google ha presentato l’11 gennaio 2026. È stato sviluppato con Shopify, Etsy, Wayfair, Target e Walmart, e tra le oltre venti aziende che lo sostengono c’è Zalando. Per ora riguarda i rivenditori statunitensi: Google ha annunciato l’intenzione di estenderlo ad altri Paesi.
È cambiata anche l’organizzazione. Dal 24 agosto Target ha il suo primo chief AI officer, Chandhu Nair, con il compito di coordinare l’uso dell’AI in tutta l’azienda.
Chi arriva da una AI compra di più
Adobe misura anche quello che succede dopo l’arrivo sul sito. A marzo 2026 le visite provenienti da una AI si sono trasformate in acquisti il 42% in più rispetto alle altre. Un anno prima, a marzo 2025, accadeva il contrario: convertivano il 38% in meno. Chi arriva da una AI resta sul sito il 48% di tempo in più e guarda il 13% di pagine in più per visita.
Una lettura possibile sta nel percorso. Chi arriva ha già fatto domande, confrontato alternative e ristretto la scelta dentro la conversazione. Nel sondaggio di Adobe, su oltre 5.000 persone negli Stati Uniti, il 39% dice di aver già usato l’AI per gli acquisti online, e l’85% di loro ne ha ricavato un’esperienza migliore. La disponibilità a delegare l’intero acquisto resta più bassa: in un’altra indagine solo il 17% si sente a suo agio nel completare un acquisto tramite AI.
Il punto debole degli altri: siti che le AI leggono in parte
La stessa analisi di Adobe misura quanta parte di una pagina riesce a leggere un modello linguistico. Nei siti di vendita statunitensi la media è del 75% per le home page, del 74% per le pagine di categoria e del 66% per le pagine prodotto. Circa un terzo del contenuto delle schede prodotto, quindi, per le AI non esiste.
La distanza tra i siti è ampia. Le home page dei migliori arrivano all’82,5%, quelle dei peggiori si fermano al 54,2%. Pagine di servizio come le domande frequenti o i resi stanno intorno all’80%.
Letti insieme, i due dati spiegano il distacco. Il traffico dalle AI cresce per tutti e compra più degli altri canali. Va però a chi si fa leggere e, nel caso di Target, a chi si fa anche comprare dentro la risposta.
Cosa vale per un brand che non è Target
Gli acquisti dentro le chat riguardano per ora gli Stati Uniti. Quello che viene prima dell’acquisto riguarda già l’Italia: le persone chiedono a una AI cosa comprare e da chi, e la AI risponde con quello che trova. Secondo SparkToro, il 63% delle ricerche su Google in Italia si chiude senza un clic.
Un’azienda senza le risorse di Target ha davanti tre domande, in quest’ordine. Le AI nominano il brand quando qualcuno chiede un consiglio nella sua categoria? Come lo descrivono? Da quali fonti prendono quello che dicono?
A queste domande risponde un AI Brand Audit: 80 domande su 6 piattaforme AI, con le risposte registrate e ricondotte alle fonti. Con quella misura si decide dove intervenire: sulle pagine prodotto, sulle fonti esterne o, più avanti, sugli acquisti in chat.
Domande frequenti
Del 2.000% nel primo trimestre 2026 rispetto a un anno prima, secondo Target. Nello stesso periodo il traffico dalle AI verso i siti di vendita statunitensi è cresciuto del 393%, secondo Adobe.
Su tre: Google, nella ricerca con AI Mode e nell’app Gemini, Microsoft Copilot e ChatGPT. Per ora gli acquisti riguardano gli Stati Uniti.
Sì, secondo Adobe. A marzo 2026 le visite provenienti da una AI si sono trasformate in acquisti il 42% in più rispetto alle altre. A marzo 2025 convertivano il 38% in meno.