DeepSeek apre il suo motore di ricerca a tutti e dà un voto di autorevolezza ad ogni pagina: cosa cambia per un brand
Dal 17 ottobre 2026 il motore di ricerca di DeepSeek si compra a chiamata: 5 yuan ogni 1.000 ricerche, un filtro dichiarato contro «la manipolazione GEO» e, per ogni risultato, un voto di autorevolezza da 0 a 4. È la prima volta che un motore AI mette per iscritto come giudica una pagina. Cosa dicono i documenti tecnici, cosa fanno Zhipu, Kimi, Tencent e ByteDance, e quanto pesa DeepSeek sulle pagine italiane.

In breve
- Il 17 ottobre 2026 DeepSeek ha aperto a tutti il motore di ricerca che sta dietro alla sua chat: 5 yuan ogni 1.000 ricerche, indice di «centinaia di miliardi di pagine», e una dichiarazione scritta nel documento tecnico: filtra «la SEO abusiva, la manipolazione GEO e i contenuti AI di bassa qualità».
- Ogni risultato esce con un voto di autorevolezza da 0 a 4 e un punteggio di qualità da 0 a 3. È la prima volta che un motore AI mette per iscritto il voto che dà ad una pagina. OpenAI, per confronto, dice solo «più fattori, posizionamento non garantito».
- In Cina la ricerca è già un servizio che si compra a chiamata, da Zhipu, Kimi, Tencent e ByteDance. In Italia il crawler di DeepSeek conta ancora poco: 981 visite in 120 giorni sul sito che gestiamo, contro 117.907 di quello di OpenAI.
Per un anno e mezzo le aziende hanno cercato di capire come un modello scelga le fonti, ma i motori hanno sempre risposto in maniera generica. Il 17 ottobre 2026 DeepSeek ha fatto una cosa diversa: ha aperto il suo motore di ricerca a chiunque voglia usarlo, ha scritto nel documento tecnico quali contenuti filtra e ha messo accanto ad ogni risultato un voto di autorevolezza. Abbiamo letto il registro degli aggiornamenti e la guida per gli sviluppatori, e li abbiamo confrontati con quello che dichiarano OpenAI e gli altri motori cinesi.
Index
Cosa ha annunciato DeepSeek il 17 ottobre
Il motore di ricerca di DeepSeek esisteva già: è quello che la chat usa quando cerca sul web. Dal 17 ottobre è un servizio a sé, che qualsiasi sviluppatore può usare attraverso due funzioni: Search cerca sul web e restituisce i risultati in forma strutturata; Fetch legge una singola pagina e la trasforma in un testo leggibile da un modello. Il prezzo è 5 yuan ogni 1.000 richieste riuscite, poco meno di 60 centesimi di euro, per entrambe le funzioni.
Nel registro degli aggiornamenti DeepSeek descrive il motore come «AI nativo», con un indice di «centinaia di miliardi di pagine» e «centinaia di milioni di ricerche al giorno». Poi c’è la frase che interessa a chi ha un brand: «Contro la SEO abusiva, la manipolazione GEO e i contenuti AI di bassa qualità applichiamo un meccanismo di riconoscimento rigoroso, per presentare agli utenti e ai modelli informazioni autorevoli e affidabili». Nessun motore occidentale, finora, ha usato la parola GEO in un documento tecnico.
Il voto di autorevolezza: 0-4 per ogni pagina
La guida tecnica è più interessante dell’annuncio. Ogni risultato restituito da Search porta due numeri. Il primo è authority, «l’autorevolezza della pagina, da 0 a 4», con la soglia dichiarata: da 3 in su il risultato è «estremamente autorevole». Il secondo è rerank_score, un punteggio da 0 a 3 che «considera insieme pertinenza, autorevolezza e attualità», con un’altra soglia: da 1,5 in su il risultato è «di qualità». Con ogni risultato arrivano anche la data di pubblicazione, un riassunto breve per chi guarda lo schermo e uno lungo, di 600-800 caratteri, scritto apposta per essere letto dal modello.
Per chi si occupa della presenza di un brand nelle risposte dell’AI, questo cambia il lavoro. Finora il giudizio di un motore su una pagina si poteva solo dedurre; qui è un numero che chiunque, con una chiave API e 5 yuan, può leggere per le proprie pagine e per quelle dei concorrenti. OpenAI dichiara «più fattori, posizionamento non garantito» e non dice altro. Google pubblica linee guida di centinaia di pagine, ma nessun punteggio. DeepSeek non spiega come calcola il voto, ma lo mostra.
Cosa vuol dire «manipolazione GEO»
DeepSeek non definisce il termine. Il vocabolario, però, in Cina esiste da agosto: le norme di settore sulla GEO danno un nome a tre pratiche: l’avvelenamento del corpus, cioè i siti satellite e le pubblicazioni in serie; il falso consenso, cioè lo stesso contenuto ripetuto su molte piattaforme per sembrare un’opinione diffusa; l’egemonia della risposta, cioè l’occupazione anomala delle risposte su un tema. Finora erano regole scritte dalle associazioni e rivolte alle agenzie. Con DeepSeek, per la prima volta, è un motore a dichiarare di applicarle a monte, quando decide quali pagine far arrivare al modello.
Quanto il filtro funzioni davvero non si può misurare dall’esterno, perché DeepSeek non pubblica né il metodo né i risultati. Quello che si vede è una scelta: la difesa dai contenuti costruiti per ingannare i modelli è diventata parte del prodotto, scritta nel documento che gli sviluppatori leggono prima di pagare.
In Cina la ricerca si compra a chiamata
DeepSeek non è sola. Zhipu, la società dei modelli GLM, vende dal suo portale per sviluppatori una ricerca «fatta apposta per i grandi modelli», con un motore proprio e, a scelta, quelli di Sogou e Quark, da 0,01 a 0,05 yuan a chiamata. Kimi, di Moonshot, fa pagare la ricerca integrata 0,03 yuan ad ogni chiamata. Tencent offre su Tencent Cloud la ricerca che alimenta il suo assistente Yuanbao, in versione leggera e standard. ByteDance, a fine luglio, ha aperto agli sviluppatori la ricerca di Doubao, con i contenuti delle sue piattaforme e una classificazione delle fonti per autorevolezza.
Il risultato è un mercato in cui la ricerca diventa un componente, come lo spazio su un server: chi costruisce un assistente sceglie il fornitore in base a prezzo, copertura e qualità, e può combinarne più d’uno. A pagarne il conto è il motore che per vent’anni ha venduto la ricerca come destinazione finale: nella trimestrale di agosto Baidu scrive che «l’attività di marketing online resta sotto pressione», mentre cresce il cloud per l’AI. L’utente finale non saprà quale motore ha risposto: vedrà solo l’assistente.
Quanto conta in Italia, oggi
Su quotidianomotori.com, il quotidiano online di motori che gestiamo, registriamo le visite di ogni crawler. Tra il 18 giugno e il 16 ottobre 2026 il crawler di DeepSeek ha fatto 981 visite. Nello stesso periodo OAI-SearchBot di OpenAI ne ha fatte 117.907, quello della ricerca di Meta AI 231.945, quello di Perplexity 45.741. Sulle pagine italiane, DeepSeek oggi legge poco.
Due cose possono cambiare il quadro. La prima è l’apertura stessa: da ora chiunque costruisca un assistente, anche in Europa, può scegliere il motore di DeepSeek, e dal 1° novembre la ricerca diventa a pagamento anche negli strumenti di programmazione che già la usano. La seconda è il prezzo basso, che rende normale interrogare più motori insieme. Un brand che oggi ragiona solo su Google, ChatGPT e Perplexity si troverà dentro risposte costruite con indici che non conosce, ognuno con i suoi criteri di valutazione.
Cosa cambia per un brand
La prima cosa è che una pagina deve reggere un voto, non solo comparire. DeepSeek dichiara di pesare pertinenza, autorevolezza e attualità, e di scartare quello che sembra fatto per il motore. Le pagine che rispondono ad una domanda precisa, con dati, date e una fonte riconoscibile, sono le stesse che funzionano su ChatGPT e nelle AI Overview; qui, in più, ricevono un numero.
La seconda è che il voto si può leggere. Con una chiave API si interroga il motore sulle domande che contano per il proprio settore e si vede quali pagine escono, con quale autorevolezza e con quale data: un modo diretto per sapere come viene giudicata una fonte, invece di dedurlo dalle risposte. Vale per le proprie pagine e per quelle dei concorrenti.
La terza è quella di sempre: nessuno può promettere il voto. DeepSeek non pubblica il metodo, lo può cambiare quando vuole e dichiara di dare la caccia proprio ai contenuti costruiti per piacere ai motori. Chi vende un «3 garantito» su DeepSeek vende qualcosa che non controlla. L’unica cosa che si controlla è la propria pagina.
Domande frequenti
È il motore proprietario che DeepSeek usa nella sua chat e nella sua API per cercare sul web. Dal 17 ottobre 2026 è aperto agli sviluppatori con due funzioni, Search e Fetch, a 5 yuan ogni 1.000 richieste riuscite. DeepSeek dichiara un indice di centinaia di miliardi di pagine e centinaia di milioni di ricerche al giorno.
Ogni risultato della ricerca di DeepSeek porta due numeri: authority, l’autorevolezza della pagina da 0 a 4, dove da 3 in su il risultato è definito «estremamente autorevole», e rerank_score, un punteggio da 0 a 3 che unisce pertinenza, autorevolezza e attualità, dove da 1,5 in su il risultato è «di qualità». DeepSeek non spiega come li calcola.
DeepSeek dichiara nel registro degli aggiornamenti di filtrare «la SEO abusiva, la manipolazione GEO e i contenuti AI di bassa qualità» con «un meccanismo di riconoscimento rigoroso», ma non definisce cosa intende per manipolazione GEO e non pubblica né il metodo né i risultati. Il filtro riguarda le pratiche scorrette, come i siti satellite e i contenuti ripetuti, non il lavoro di rendere una pagina chiara e verificabile.